Read The Inhabited Women by Gioconda Belli Free Online


Ebook The Inhabited Women by Gioconda Belli read! Book Title: The Inhabited Women
The author of the book: Gioconda Belli
Language: English
Format files: PDF
The size of the: 32.10 MB
Edition: Grand Central Publishing
Date of issue: October 1st 1995
ISBN: 0446672068
ISBN 13: 9780446672061

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Trovo veramente poco da ridire in questo caso: e le poche lamentele che potrebbero venirmi in mente sono anche abbastanza insicure, perché temo che si possano riferire solo a impressioni e gusto personali che non intaccano granché l'affidabilità di questa lettura (e meno male).
Avete presente quel momento in cui vi sentite quasi stretti ad un vincolo che vi fa per un attimo stringere i denti per l'impotenza? Il vincolo del "io sono sensibile, io sento e questa è anche la mia condanna". A leggere di Lavinia in mezzo al turbine che saranno le sue vicende mi ritrovo proprio a pensare - quasi senza rendermene conto - questo per lei, è una di quelle sensazioni che galleggiano per tutta la lettura e si consolidano come fatti accertati solo nel post. La sensibilità di Lavinia e quindi anche di Gioconda Belli è veramente degna di ascolto. Sarà una generalizzazione, uno stereotipo, ma io un po' ci credo: il sangue caldo delle donne latino-americane è presente a suo modo anche qui ed è affascinante. Le ho viste anche in Marquez, ad esempio. C'è una sincerità e un'incondizionata ammissione dei propri bisogni che io considero una loro peculiarità, una pecularità che le rende diverse, anche migliori di tante altre donne più occidentali a volte più boriose, più costruite, anche fredde e fiere di una loro intaccabile indipendenza. Forse perché un forte individualismo ormai è padrone della nostra società?
Come spiegare una cosa che ho sempre sentito ma che non credo che abbia un nome definito..
In La donna abitata l'amore in primis è concepito non come un'affinità elettiva, ha invece quell'istinto fondamentale di tutte le cose naturali come la terra, l'acqua, il fuoco: ancora prima che si senta la mancanza dell'altro per la sua persona si sente la mancanza della sua schiena, delle sue mani, del suo corpo e in quasi tutte le scene questo è sentito come la cosa più importante - chi se ne frega dei diverbi, degli scontri d'idee e di personalità -, Lavinia prima di tutto vuole il proprio uomo su di sé.
E ancora la così profonda consapevolezza dell'essere donna, il bisogno che questa consapevolezza possa essere dichiarata, affermata, accertata da una società irrimediabilmente maschilista, ma senza forse quella presunzione delle femministe di un tempo. Lavinia sa che senza i nostri cari uomini non si vivrebbe, Lavinia non parla di "superiorità d'intelletto", assomiglia più a quel sorriso quasi enigmatico delle donne che portano delle convinzioni e sono profondamente convinte di essere come sono convinte della necessità dell'aria per respirare, ma non hanno bisogno di urlarle, le conservano dentro di sé come parte integrante di loro stesse. Ecco, ecco: nel continuo confronto uomo-donna che riempie questo libro c'è il bisogno, una volta riconosciuto l'uomo come irrinunciabile, che anche la donna sia riconosciuta nella stessa irrinunciabilità. Tanto per unire i due ultimi argomenti:

"Non voleva che Felipe diventasse il centro della sua vita, trasformarsi in una Penelope che tesse la tela di notte. Ma anche contro la sua volontà, riconosceva di essere intrappolata in una tradizione millenaria: la donna che aspetta nella caverna il ritorno del suo uomo dalla caccia e dalla lotta e, impaurita dalla tempesta, lo immagina preda di bestie gigantesche, colpito da un fulmine o da una freccia. Insonne sobbalza a ogni verso di animale che proviene dall'oscurità e risponda a sua volta con un verso finché il suo cuore si inonda di gioia nel vederlo tornare sano e salvo, perché finalmente mangerà e starà al caldo fino all'indomani, quando di nuovo l'uomo uscirà per andare a caccia, fino alla paura seguente, al terrore, alla foto sul giornale, al respiro delle belve.
Penelope non le era mai piaciuta. Forse perché tutte le donne, qualche volta nella vita, potevano paragonarsi a Penelope. Nel suo caso non c'era da temere che Ulisse non si tappasse le orecchie al canto delle sirene, come succedeva alla gran parte degli Ulissi moderni. Il problema di Felipe non erano le sirene, erano i ciclopi. Felipe era Ulisse che lottava contro i ciclopi, contro la dittatura.
E il suo problema, moderna Penelope, era di sentirsi suo malgrado incasellata nell'angusto ruolo dell'amante, che non aveva altri diritti che quelli del proprio corpo, della traboccante sensualità che condividevano, dei petali di pudore che Felipe sfogliava ogni volta che entrava sempre più profondamente nella sua intimità, inginocchiandosi per aprirle le gambe e guardare il suo sesso umido, berselo come coppa di polline, apre imprigionata nella corolla del fiore, sorbendone il profumo fino a quando lei non allentava i cardini della porta, gli apriva i passaggi sotterranei, i fossati del castello che circondavano la piccola torre del piacere che la bocca di lui assediava con il suo esercito armato di lance, penetrando nel suo ventre con una resa totale del corpo finché l'onda finale non li gettava ansanti, esausti, nei gemiti dell'abbandono."

Bello, bello e ancora bello. E a proposito di questo riallacciarsi all'antichità, forse Gioconda Belli è consapevole delle proprie radici più di quanto io stessa possa essere (zero, per me). Dev'essere una gran bella persona: nell'intervista a fine libro è ritratta nella quotidianità, con i suoi zoccoletti che camminano per casa mentre conduce la giornalista nel suo studio, e poi ancora dopo quando la accompagna alla porta con la sua bambina Adriana in braccio.
Ciò che forse c'è di più bello nel partecipare a questa avventure formato libro è la presenza di tutto questo elemento dispiegato qua e la lotta politica tutta moderna che piano piano regna sul libro. L'esporsi al dinamismo di una rivoluzione e poi tornare nella propria "caverna di una Penelope e un Ulisse" ed ascoltare i pensieri e il cuore di Lavinia che si liberano e regalano passi delicati, femminili. Senza Lavinia l'avventura non varrebbe la metà, ma quasi nulla: è lei che rende questo libro così meritevole. E forse ciò che c'è di più sorprendente è che la vicenda che piano piano risucchia il lettore ha un che di vero, sentito, non può appartenere completamente alla finzione: e infatti nella stessa intervista Gioconda dice di aver partecipato alla rivoluzione sandinista e nomina proprio tutte quelle sensazioni di cui Lavinia già parla nel romanzo.
Sapete una cosa? Questa recensione è disorganica, se poteva scrivere meglio, ma io vi consiglio di andare in libreria e scommettere su una buona riuscita di questa lettura. Non vi prometto che lo amerete alla follia perché ci potrei rimettere la faccia e mi voglio bene, ma vi prometto che difficilmente vi dispiacerà: ci credo profondamente.

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Read information about the author

Ebook The Inhabited Women read Online! Gioconda Belli (born December 9, 1948 in Managua, Nicaragua) is a Nicaraguan author, novelist and poet.

Gioconda Belli, partly of Northern Italian descent, was an active participant in the Sandinista struggle against the Somoza dictatorship, and her work for the movement led to her being forced into exile in Mexico in 1975. Returning in 1979 just before the Sandinista victory, she became FSLN's international press liaison in 1982 and the director of State Communications in 1984. During that time she met Charles Castaldi, an American NPR journalist, whom she married in 1987. She has been living in both Managua and Los Angeles since 1990. She has since left the FSLN and is now a major critic of the current government.

Belli graduated from the Royal School of Santa Isabel in Madrid, Spain and studied advertising and journalism in Philadelphia.

In 1988, Belli's book La Mujer Habitada (The Inhabited Woman), a semi-autobiographical novel that raised gender issues for the first time in the Nicaraguan revolutionary narratives, brought her increased attention; this book has been published in several languages and was on the reading list at four universities in the United States. The novel follows two parallel stories: the indigenous resistance to the Spanish and modern insurgency in Central America with various points in common: women's emancipation, passion, and a commitment to liberation. In 2000, she published her autobiography, emphasizing her involvement in the revolutionary movement, El país bajo mi piel, published under the name The Country Under My Skin in the United States; it was a finalist for the Los Angeles Times Book Prize in 2003. Belli continues publishing and maintains that poetry is her most important work. Belli was the recipient of the Premio de Poesía Mariano Fiallos Gil in 1972 and of the Premio Casa de las Américas in 1978. In 2008 Belli received the Biblioteca Breve Award for her book El infinito en la palma de la mano (Infinity in the Palm of The Hand), an allegory about Adam and Eve in paradise.

Belli's books have been published in numerous languages.

(from Wikipedia)


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